A poche settimane dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali in materia di affitti brevi, l’attenzione di operatori e proprietari si concentra su un tema specifico: la possibile proroga dei termini per l’apertura della Partita IVA.
È fondamentale chiarirlo sin da subito:
👉 non si tratta di una proroga già approvata, ma di una ipotesi attualmente oggetto di valutazione, emersa nel contesto del dibattito parlamentare legato ai provvedimenti di inizio anno.
Come già anticipato nelle scorse settimane, ABBAV aveva sollevato la questione su vari livelli (locale, regionale e nazionale), evidenziando in particolare i potenziali effetti dannosi della nuova norma per il Centro Storico di Venezia, con riferimento all’annosa questione delle fosse settiche.
Cosa è certo oggi
Dal 1° gennaio la disciplina sugli affitti brevi ha introdotto un quadro più rigoroso sul piano fiscale, rafforzando i criteri che portano alla qualificazione dell’attività come imprenditoriale e, di conseguenza, all’obbligo di apertura della Partita IVA.
Queste regole sono formalmente in vigore e rappresentano, allo stato attuale, il riferimento normativo da rispettare.
Non vi sono sospensioni automatiche né deroghe generalizzate già operative.
Cosa è oggetto di discussione
Parallelamente, in sede politica e parlamentare, è emersa la possibilità di introdurre un differimento dei termini per consentire ai soggetti interessati di adeguarsi in modo ordinato alla nuova disciplina.
Nel corso dell’esame parlamentare del decreto Milleproroghe 2026 è stata introdotta la cosiddetta doppia proroga, tramite uno specifico emendamento volto a garantire maggiore gradualità nell’applicazione delle nuove regole sugli affitti brevi.
La misura prevede
- il rinvio di sei mesi dell’entrata in vigore della nuova soglia che fa scattare la presunzione di attività d’impresa oltre il secondo immobile, posticipandone l’efficacia dall’1 gennaio all’inizio dell’estate 2026;
- un termine di sei mesi per l’adeguamento agli obblighi fiscali e amministrativi per i locatori che superano nel corso dell’anno il limite dei due immobili, consentendo la regolarizzazione della posizione – inclusa l’eventuale apertura della partita IVA – senza immediati rischi sanzionatori.
⚠️ È importante sottolineare che:
- non esiste, al momento, una proroga formalmente approvata;
- non sono stati definiti con certezza durata, perimetro e destinatari di un eventuale differimento;
- ogni riferimento alla proroga va letto come possibilità in valutazione, non come diritto acquisito.
Perché si parla di proroga
Il confronto in corso nasce dalla constatazione che:
- molti locatori operano senza una struttura imprenditoriale;
- l’adeguamento richiede valutazioni fiscali, contributive e amministrative;
- un’applicazione immediata e rigida può generare irregolarità involontarie, soprattutto in assenza di chiarimenti ufficiali.
L’eventuale proroga avrebbe quindi una funzione organizzativa e transitoria, non sostanziale.
Cosa NON significa “possibile proroga”
È altrettanto importante chiarire cosa non comporterebbe un eventuale differimento:
- non eliminerebbe l’obbligo di Partita IVA;
- non sanerebbe situazioni irregolari pregresse;
- non autorizzerebbe a rinviare indefinitamente gli adempimenti.
Si tratterebbe, al più, di uno strumento per governare il passaggio al nuovo regime, non per svuotarlo di contenuto.
Come devono comportarsi oggi i locatori
In assenza di un intervento normativo definitivo, il comportamento più corretto è quello prudenziale:
- informarsi attraverso fonti qualificate;
- valutare la propria posizione con un consulente fiscale;
- evitare di basare le proprie scelte su ipotesi non ancora normate.
👉 Agire come se la proroga fosse già certa espone a rischi inutili.
Conclusione
Il tema della possibile proroga dei termini per l’apertura della Partita IVA negli affitti brevi è oggi al centro dell’attenzione, ma va trattato con il massimo rigore.
Ad oggi:
- la proroga non è legge;
- le regole in vigore restano pienamente applicabili;
- ogni eventuale differimento dovrà essere confermato da un atto normativo formale.
ABBAV continuerà a monitorare l’evoluzione del quadro normativo e a fornire ai propri associati aggiornamenti puntuali, tecnicamente fondati e privi di semplificazioni fuorvianti.


